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DyNAMICS Highlights

Dynamics Highlights è il canale podcast di diagnostica medica specialistica dove gli Esperti commentano le novità di rilievo dai principali congressi nazionali e internazionali e dalla letteratura scientifica. Questo canale podcast è parte del progetto DyNAMICS Academy realizzato grazie al contributo di Binding Site. Lo scopo di questo canale podcast è informativo ed educazionale. Nulla di quanto viene detto o scritto può essere utilizzato per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o la sospensione di un farmaco senza che prima venga consultato un medico di medicina generale o uno specialista.

Brani

Durante il congresso ECTRIMS (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis), tenutosi a Barcellona tra il 24 e 26 settembre 2024, sono stati portati dati sull'impatto nella pratica clinica dell'applicazione dei nuovi criteri diagnostici per la Sclerosi Multipla del 2024. L'applicazione dei nuovi criteri permette di effettuare una diagnosi di Sclerosi Multipla in una proporzione maggiore di pazienti già all'esordio (es. 71% versus il 47% dei precedenti criteri in una casistica di 326 pazienti - presentazione di Luca Bollo, Barcellona) grazie all'utilizzo di una serie di strumenti paraclinici comprensivi di Risonanza Magnetica, Potenziali Evocati Visivi, OCT e kappa index. Tra questi, il kappa index, come alternativa al riscontro di bande oligoclonali liquorali, avrebbe permesso, in una casistica di 141 pazienti con Sclerosi Multipla e senza bande oligoclonali, di effettuare la diagnosi nel 46% dei pazienti che al momento della rachicentesi non rispettavano i criteri diagnostici di McDonald del 2017, anticipando così la diagnosi di almeno 5 mesi (poster di Diana Ferraro, Modena).  Link: https://ectrims.eu/ectrims2025/  

02/10/25 • 08:07

Negli ultimi due decenni, lo spettro delle lesioni renali associate a gammopatia monoclonale si è notevolmente ampliato, complicando la diagnosi per via della loro eterogeneità morfologica e della necessità di tecniche ancillari. Per affrontare queste sfide, la Renal Pathology Society e l’International Kidney and Monoclonal Gammopathy Research Group (IKMG) hanno sviluppato un consensus internazionale che propone terminologia standardizzata e criteri diagnostici definiti per ciascuna lesione. Il documento suddivide le nefropatie in sei categorie principali, introduce nuove varianti e sottolinea l’importanza della microscopia elettronica e della immunofluorescenza su tessuto paraffinato. Lo scopo è migliorare la precisione diagnostica, armonizzare la comunicazione tra specialisti e promuovere un trattamento più efficace e personalizzato per i pazienti con MGRS e non.Bibliografia  Nasr SH, et al. Renal Pathology Society/International Kidney and Monoclonal Gammopathy Research Group consensus on pathologic definitions and terminology of monoclonal gammopathy-associated kidney lesions. Kidney Int. 2025 Apr 23:S0085-2538(25)00336-9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40280412/Leung N, et al. Monoclonal gammopathy of renal significance. N Engl J Med. 2021;384:1931–1941.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34010532/Leung N, et al. Monoclonal gammopathy of renal significance: when MGUS is no longer undetermined or insignificant. Blood. 2012;120:4292–4295.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23047823/Bridoux F et al. Diagnosis of monoclonal gammopathy of renal significance. Kidney Int. 2015;87:698–711. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25607108/

14/07/25 • 05:26

La valutazione della MRD è fondamentale per la gestione della terapia dei pazienti affetti da Mieloma Multiplo, in tutti i setting di pazienti di nuova diagnosi, eleggibili o meno a trapianto, e recidivati/refrattari. Negli ultimi anni l’attenzione dello studio della MRD si è focalizzata sulla valutazione della PRD (malattia determinabile in campione periferico) tramite fluorimetria di nuova generazione e spettrometria di massa, al fine di documentare l’impatto prognostico in rapporto alla MRD midollare, evitando tutte le difficoltà tecniche ed il “discomfort” legato ad agoaspirati multipli. In questo studio è stato valutato il significato della PRD, studiata tramite le due metodiche sopracitate, in rapporto alla MRD midollare nel setting del paziente eleggibile al trapianto di nuova diagnosi sottoposto a terapia di mantenimento “MR-driven”. I due aspetti da sottolineare è che lo status della PRD (negativa vs positiva) permetteva di distinguere, su 138 pazienti analizzati, due popolazioni con una PFS e OS mediana non raggiunta nei soggetti con valutazione negativa. Inoltre, in una analisi multivariata della PFS solo la NRD midollare e la PFS (su NGF e MS) presentavano un valore prognostico indipendente. Quando valutate in coppia la NGF su sangue periferico e MS su siero, la loro combinazione permette di distinguere tre popolazioni distinte si cui quella con NGF -/MS- con PFS e OS a due anni del 97% e 100% con contro lo 0% e 89% in caso di doppia positività. Questo studio dimostra che la negatività della PRD attraverso le due metodiche è associata ad un rischio di progressione /o morte virtualmente assente con possibilità di controlli seriati complementari allo studio midollare.   Bibliografia   Lasa M, et al. Minimally Invasive Assessment of Peripheral Residual Disease During Maintenance or Observation in Transplant-Eligible Patients With Multiple Myeloma. J Clin Oncol. 2025 Jan 10;43(2):125-132. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39353166/

29/05/25 • 05:18

Nel Focused Workshop dell’Ectrims “The era of checkpoint inhibitors and CAR-T cell therapies: What the neurologists need to know”, tenutosi a Malta il 20-21 marzo 2025, si è discusso della terapia con checkpoint inhibitors e con CAR-T (chimeric antigen receptor T-cell) nelle malattie infiammatorie del SNC. Le cellule CAR-T sono cellule T ingegnerizzate per riconoscere target specifici. Il loro utilizzo, dapprima riservato alle patologie ematologiche refrattarie, si è poi espanso ai tumori solidi e, più recentemente, alle patologie infiammatorie sistemiche (come il LES) e del SNC (come Sclerosi Multipla, NMOSD e MOGAD). Al momento, i dati pubblicati sono relativi a singoli case report/case series o a studi preclinici, ma diversi trials sono in corso. Sebbene manchino dati sulla safety nel lungo termine, la terapia con CAR-T sembra essere promettente in questo tipo di patologie, aprendo il concetto di “cura” anziché “trattamento”.   Link:   ECTRIMS Focused Workshop 2025. https://ectrims.eu/ongoing-educational-programmes/focused-workshops/

31/03/25 • 08:35

In questo podcast sono descritti i risultati di questo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista CCLM condotto dal nostro gruppo del Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche dell’Università di Pavia. È stato per la prima volta valutato il ruolo della misurazione del rapporto albuminuria/creatinina su urine del mattino rispetto alla misura della proteinuria delle 24 ore in pazienti affetti da amiloidosi AL. È stato inoltre proposto un sistema di stratificazione del danno renale basato su questo marcatore. Questo lavoro pone le basi sul possibile uso in clinica di tale misurazione, in sostituzione (o compendio) alla misura della proteinuria delle 24 ore.  Bibliografia  Basset M, et al. Prospective urinary albumin/creatinine ratio for diagnosis, staging, and organ response assessment in renal AL amyloidosis: results from a large cohort of patients. Clin Chem Lab Med. 2022 Jan 13;60(3):386-393.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35018751/  

21/02/25 • 05:40

La terapia con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptors) si basa sull’ingegnerizzazione delle cellule T del paziente mediante l’inserimento di un recettore transmembrana artificiale che riconosce antigeni specifici delle cellule B o delle plasmacellule. Questa terapia è molto efficace nel trattare le patologie ematologiche coinvolgenti le cellule B, come linfomi, leucemie e mieloma multiplo, ma dati recenti ne supportano l’utilizzo anche in patologie autoimmuni sistemiche o neurologiche.Tra le principali complicanze di questa terapia vi sono quelle neurologiche, nella forma dell’ICANS (Immune effector cell-associated neurotoxicity syndrome), caratterizzata da alterazione del linguaggio e della scrittura, crisi epilettiche, deficit di attenzione o alterazione dello stato di coscienza. In questo studio, gli autori analizzano i valori di neurofilamenti a catena leggera sierici (NfL) come marcatori di danno assonale e predittivi di sviluppo di complicanze neurologiche nei pazienti con CAR-T.In particolare, analizzano 150 pazienti, dei quali 42 avevano sviluppato ICANS e dimostrano che valori aumentati di NfL riscontrati al momento dell’inizio della terapia possono predire il rischio di sviluppare ICANS severa. Gli autori propongono pertanto di includere il testare i valori di NfL nei pazienti che verranno sottoposti a terapia con CAR-T per prevedere e trattare prontamente le complicanze neurologiche.  Bibliografia  Larue M, et al. Neurofilament light chain levels as an early predictive biomarker of neurotoxicity after CAR T-cell therapy. J Immunother Cancer. 2024 Sep 24;12(9):e009525. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39317455/

17/10/24 • 05:10

Durante il congresso ECTRIMS (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis), tenutosi a Copenhagen tra il 18 ed il 20 settembre 2024, sono state brevemente illustrate le nuove revisioni ai criteri diagnostici per la Sclerosi Multipla.Tra le modifiche di maggior rilievo vi è la possibilità di effettuare diagnosi di Sclerosi Multipla anche in soggetti asintomatici con lesioni tipiche alla RM (RIS), l'aggiornamento dei criteri di disseminazione spaziale (DIS), l'abolizione del requisito della disseminazione temporale (DIT), l'aggiunta di alcuni tools opzionali neuroradiologici (lesioni con segno della vena centrale o con orletto paramagnetico) e l'inserimento delle catene leggere libere kappa liquorali come strumento valido alternativo al rilievo di bande oligoclonali liquorali ai fini della diagnosi.

11/10/24 • 07:19

La spettrometria di massa (MS) è in grado di rilevare proteine monoclonali derivate dal mieloma multiplo nel sangue periferico (PB) con elevata sensibilità, fungendo potenzialmente da test PB per la malattia residua misurabile (MRD). Questa nuova metodologia di studio può aiutare nel superare gli ostacoli legati al campionamento del midollo su cui si basa lo studio attuale di NGS (sequenziamento di nuova generazione) e MFC (citometria a flusso multiparametrica su sangue midollare). Questo studio - Mass spectrometry-based assessment of M protein in peripheral blood during maintenance therapy in multiple myeloma  - ha valutato il significato della negatività della MRD di PB MS durante la terapia post-trapianto in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. I campioni di siero di 138 pazienti trattati nello studio ATLAS di fase 3 sul mantenimento post-trapianto con carfilzomib, lenalidomide e desametasone o con la sola lenalidomide sono stati analizzati utilizzando la metodologia EXENT MS, una metodica di spettrometria di massa top-down su frammenti interi. Il primo dato di estrema importanza è rappresentato dalla dimostrazione della fattibilità della misurazione della MRD mediante MS nel PB in ambito post-trapianto, nonostante l'indisponibilità di campioni di calibrazione pretrattamento. È stato inoltre riscontrato un elevato accordo tra la MRD mediante MS nel PB e i risultati della MRD del midollo osseo appaiato (BM) alla soglia 10-5, valutati mediante NGS o MFC (70% e 67%, rispettivamente). La concordanza tra PB MS ed entrambi i metodi BM MRD era più bassa subito dopo il trapianto e aumentava con il tempo, e la negatività per la SM era associata a miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (PFS significatività statistica raggiunta dopo 18 cicli dopo il trapianto). La negatività combinata della MRD PB/BM mediante MFC o NGS è stata associata a una PFS superiore rispetto alla negatività della MRD mediante una sola modalità. La negatività prolungata della SM ha comportato prestazioni prognostiche simili alla negatività sostenuta della MRD del BM alla soglia 10-5 (la soglia di 10-6 mantiene ad oggi nello studio midollare la più alta significatività statistica). Nel complesso, la valutazione della SM post-trapianto è risultata fattibile e ha fornito ulteriori informazioni prognostiche sulla negatività della MRD del midollo osseo. Sono necessari ulteriori studi per confermare il ruolo e il timing ottimale della SM negli algoritmi di valutazione della malattia. Ad oggi lo studio midollare e su sangue periferico sono complementari e non esclusivi.  BibliografiaKubicki T, et al. Mass spectrometry-based assessment of M protein in peripheral blood during maintenance therapy in multiple myeloma. Blood. 2024 Aug 29;144(9):955-963. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38713888/

25/09/24 • 08:58

In questo podcast sono descritti i risultati di questo importante studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA Oncology. Tramite una collaborazione internazionale, che ha coinvolto diversi centri per l’amiloidosi nel mondo, è stato possibile definire i nuovi criteri di risposta e progressione renale, suddivisi in specifiche categorie. Questo lavoro avrà ricadute notevoli per la gestione clinica in pazienti affetti da amiloidosi AL.  Bibliografia Muchtar E, et al. Graded Organ Response and Progression Criteria for Kidney Immunoglobulin Light Chain Amyloidosis. JAMA Oncol. 2024 Aug 1:e242629. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39088206/

05/08/24 • 05:37

In questa sessione di dibattito sono stati discussi i possibili approcci terapeutici ai pazienti con diagnosi di MOGAD, considerato che circa il 50% dei pazienti ha un andamento relapsing e che il decorso di malattia non è inequivocabilmente prevedibile. Sono stati discussi diversi aspetti, tra cui il fatto che la maggior parte della disabilità origina dall’evento onset, che pazienti con andamento monofasico e relapsing hanno una disabilità finale simile (pur essendo possibile un certo aumento di disabilità con le ricadute) e che i pazienti con MOGAD hanno un outcome migliore di quelli con NMOSD, nonché il fatto che la progressione insidiosa di malattia non è un aspetto caratteristico di MOGAD. Si è concordato pertanto di riservare il trattamento immunosoppressivo cronico ai pazienti con andamento relapsing o con disabilità residua dopo l’evento onset ma non ai pazienti con evento monofasico e recupero completo, raccomandando un adeguato trattamento dell’evento onset con steroidi in vena (eventuale aggiunta di PE/IVIG) e successivo lento (in 3-6 mesi) décalage per os della terapia cortisonica, sempre valutando il rapporto rischio/beneficio nei singoli casi.

12/07/24 • 05:29

Dal punto di vista del laboratorio la determinazione della proteina di Bence Jones, e soprattutto la sua quantificazione, non è affatto semplice ed è bene cercare di chiarire alcuni concetti rispondendo a domande che frequentemente ricorrono:Come si ricerca la proteina di Bence Jones?Quando si quantifica la proteina di Bence Jones?Come si quantifica la Proteina di Bence Jones?Esiste un altro metodo?Quali sono i vantaggi di questa metodica?Quali sono i limiti di questa metodica?Cosa è necessario fare?Senza presunzione di essere esaustive, ecco alcune brevi risposte che possono essere di utilità per chi lavora quotidianamente in laboratorio e si trova a far fronte a problemi di ordine pratico.Bibliografia1. Rajkumar SV, et al. International Myeloma Working Group updated criteria for the diagnosis of multiple myeloma. Lancet Oncol. 2014 Nov;15(12):e538-48.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25439696/2. Graziani M, et al. Guidelines for the analysis of Bence Jones protein. Clin Chem Lab Med. 2003 Mar;41(3):338-46.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12705344/3. Natali P, et al. Revisione e aggiornamento del documento di consenso SIBioC per la ricerca e quantificazione della proteina di Bence Jones. Biochim Clin. 2021;45(1):75–86.https://sibioc.it/606/4. Natali P, et al. The dark side of current analytic methods for Bence Jones Proteinuria. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2022 Sep;26(18):6777-6786.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36196726/5. Natali P, et al. Upper reference limits of free light chains in the urine of healthy subjects. Clin Chem Lab Med [Internet]. 2023 May 25;61(s1):s2131–222.Available from: https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/cclm-2023-7064/html

07/06/24 • 05:41

Negli ultimi anni l’armamentario terapeutico del mieloma si è arricchito di due categorie di farmaci profondamente efficaci ma gravati da nuove tossicità: gli anticorpi bispecifici, che reindirizzano le cellule T verso antigeni delle cellule mielomatose, e le CAR-T, cellule T autologhe ingegnerizzate contro le cellule mielomatose. Tra gli eventi avversi rilevati rientrano la sindrome da rilascio di citochine, la sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS), le citopenie, l’ipogammaglobulinemia, le infezioni. Per fornire delle indicazioni sulla gestione e la profilassi di questi eventi avversi nel 2022 si è riunita una commissione di ematologi appartenenti all’EMN (Rete europea per il mieloma) insieme a specialisti di terapia intensiva.Bibliografia Ludwig H, et al. Prevention and management of adverse events during treatment with bispecific antibodies and CAR T cells in multiple myeloma: a consensus report of the European Myeloma Network. Lancet Oncol. 2023 Jun;24(6):e255-e269. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37269857/  

14/05/24 • 14:02

In questo podcast sono descritti i risultati di questo importante studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista JASN condotto dal nostro gruppo del Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche dell’Università di Pavia in collaborazione con i colleghi del Centro per l’Amiloidosi di Heidelberg. È stato per la prima volta proposto un sistema di stadiazione prognostica dei pazienti affetti da amiloidosi reattiva a flogosi cronica (AA) e un sistema di stratificazione del danno renale. I risultati delle analisi condotte sulla coorte di test dell’Università di Pavia sono stati in seguito validati nella coorte tedesca.BibliografiaBasset M, et al. Development and Validation of Staging Systems for AA Amyloidosis. J Am Soc Nephrol. 2024 Mar 21. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38512269/

15/04/24 • 06:03

In questo podcast sono descritti i risultati di questo importante studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Kidney International. I colleghi della Mayo Clinic riportano infatti una descrizione dell’analisi proteomica di oltre 2000 casi di biopsie renale risultate positive per amiloidosi renale.BibliografiaCharalampos C, et al. A proteomic atlas of kidney amyloidosis provides insights into disease pathogenesis. Kidney Int. 2023 Dec 12:S0085-2538(23)00861-X. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38096952/

15/01/24 • 06:18

Al recente meeting internazionale ASH 2023 di San Diego sono stati presentati i risultati di un abstract riguardante il beneficio precoce e l'effetto psicologico dello screening della gammopatia monoclonale di incerto significato. Il mieloma multiplo (MM), la macroglobulinemia di Waldenström (WM) e disturbi correlati sono stati associati a un eccesso di rischio di trombosi. Inoltre, i farmaci utilizzati per trattare questi disturbi, in particolare gli agenti immunomodulatori, sono stati associati a un eccesso di rischio trombotico. La gammopatia monoclonale di significato indeterminato (MGUS), il precursore asintomatico di MM, WM e disturbi correlati, è stata anche associata a trombosi arteriosa e venosa. Tuttavia, studi precedenti si basavano su coorti in cui la MGUS veniva diagnosticata come parte della valutazione per altri disturbi medici non correlati. Gli autori dello studio hanno dimostrato che queste coorti presentano una selezione distorta di individui con malattie croniche, tra cui malattie autoimmuni, insufficienza cardiaca, disturbi endocrini e altro ancora. Questo bias di selezione potrebbe aver portato ad associazioni erronee o sovrastima della relazione tra MGUS ed eventi trombotici.BibliografiaRögnvaldsson S, et al. Monoclonal Gammopathy of Undetermined Significance and the Risk of Thrombotic Events: Results from Istopmm, a Population-Based Screening Study in Iceland. ASH 2023, Abstract 216.https://ash.confex.com/ash/2023/webprogram/Paper186098.html

22/12/23 • 09:02

Il gruppo di Neuroimmunologia della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Verona ha organizzato per il giorno 17 novembre 2023 un congresso scientifico con partecipazione nazionale e internazionale. L’incontro si è posto l’obiettivo di presentare le ultime scoperte nell’ambito delle patologie anticorpo-mediate del sistema nervoso centrale, con particolare focus sulle encefaliti autoimmuni/paraneoplastiche, la neuromielite ottica e le patologie associate ad anticorpi anti-MOG nel paziente adulto e pediatrico.Sono stati discussi gli ultimi criteri diagnostici, l’importanza della corretta scelta dei test diagnostici e la rilevanza di adeguate strategie terapeutiche. Inoltre, l’intervento di associazioni di pazienti nazionali e internazionali ha permesso un confronto attivo e sottolineato l’importanza di un approccio congiunto.Il giorno successivo, in collaborazione con un’associazione americana di pazienti, The Sumaira Foundation, è stata organizzata una giornata dedicata ai pazienti con patologie dello spettro della neuromielite ottica ed encefalite, durante la quale medici di riferimento hanno esposto interventi scientifici e risposto alle domande di pazienti e caregivers.

27/11/23 • 09:19

Il mieloma multiplo è una emopatia maligna la cui sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale sono ampiamente migliorate ma esiste ancora un sottogruppo di pazienti, etichettati come affetti da malattia ad alto rischio, che mantengono una prognosi infausta. È quindi fondamentale definire le caratteristiche di questo sottogruppo per poter procedere con approcci terapeutici adattati al rischio.BibliografiaPalumbo A, et al. Revised International Staging System for Multiple Myeloma: A Report From International Myeloma Working Group. J Clin Oncol. 2015 Sep 10;33(26):2863-9.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26240224/ Marcon C, et al. Experts' consensus on the definition and management of high risk multiple myeloma. Front Oncol. 2023 Jan 23;12:1096852. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36755858/

25/10/23 • 10:39

Sono stati pubblicati recentemente i primi criteri diagnostici di MOGAD (myelin oligodendrocyte glycoprotein antibody-associated disease) da parte di un gruppo internazionale di esperti (Banwell B, et al. Lancet Neurol. 2023). In questo lavoro si sottolinea come MOGAD sia una patologia che può colpire sia il paziente pediatrico sia il paziente adulto, che può avere un andamento monofasico o relapsing e che interessa in maniera sostanzialmente uguale il sesso maschile e femminile. I pazienti con MOGAD hanno tipicamente un coinvolgimento del nervo ottico (con un severo calo visivo e un interessamento radiologico bilaterale, anteriore ed esteso) e/o del midollo spianale (con lesioni estese o brevi, un frequente interessamento centrale e coinvolgimento del cono midollare) e/o dell’encefalo (con un quadro di encefalopatia, ADEM, encefalite corticale, coinvolgimento del tronco encefalico). Nei criteri si discute la rilevanza dell’utilizzo di test anticorpali adeguati ossia di cell-based assay (CBA) fixed o live, sottolineando la maggior sensibilità e specificità del test live, la rilevanza di monitorare il titolo anticorpale nel tempo e la raccomandazione di non testare gli anticorpi indiscriminatamente per ridurre il rischio di falsi positivi.Quindi, in base ai nuovi criteri diagnostici un paziente può ricevere una diagnosi di MOGAD se:presenta una manifestazione clinica core (neurite ottica/mielite/ADEM/deficit cerebrali monofocali o polifocali/deficit del tronco encefalico o del cervelletto/encefalite cerebrale corticale) e un test sierologico per anticorpi anti-MOG chiaramente positivo (ossia superiore di almeno due volte la soglia di positività per il live CBA o > 1:100 per il fixed CBA);presenta almeno un criterio clinico core, una positività per MOG a basso titolo / una positività senza titolo / una positività solo liquorale e almeno 1 criterio clinico o radiologico di supporto associate a negatività per gli anticorpi anti-AQP4.BibliografiaBanwell B, et al. Diagnosis of myelin oligodendrocyte glycoprotein antibody-associated disease: International MOGAD Panel proposed criteria. Lancet Neurol. 2023 Mar;22(3):268-282. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36706773/

05/09/23 • 08:12

In questo podcast sono descritte le principali novità che sono state discusso nel corso del recente quinto workshop internazionale del gruppo di ricerca internazionale sulle malattie renali legate alle componenti monoclonali, l’International Kidney Monoclonal Gammopathy Research Group (IKMG) (www.ikmg2023.com). Nel corso di questa due giorni, svoltasi a Milano nel maggio 2023, gli esperti internazionali si sono incontrati e confrontati in merito ad aspetti relativi alla diagnosi, la stratificazione prognostica, l’approccio terapeutico e la valutazione della risposta al trattamento delle malattie renali legate alla componente monoclonale.Programma del congresso:https://manage.ercongressi.it/storage/ercongressi/article/pdf/137/19373-PROGRAMMA%20IKMG%202023.pdfAtti del congresso:https://manage.ercongressi.it/storage/ercongressi/article/pdf/151/19373-Abstract%20E-Book-%20IKMG.pdf

31/07/23 • 06:31

Gli anziani con mieloma multiplo sono una popolazione in crescita per cui è necessario personalizzare il loro trattamento non solo in base alla malattia, ma anche sulla base del loro stato di salute. Gli individui invecchiano diversamente poiché, con l'avanzare dell'età, vi sono perdite relative alla funzione fisica e cognitiva e aumentano le comorbidità mediche. La presenza di questa eterogeneità presente nell'invecchiamento risulta critica per gli anziani con mieloma per i quali sarebbe utile fare una previsione delle tossicità correlate al trattamento. Accorrono in aiuto dei sistemi di punteggio validati per calcolare le fragilità del paziente.BibliografiaGrant SJ, et al. Treatment of older adult or frail patients with multiple myeloma. Hematology Am Soc Hematol Educ Program. 2021 Dec 10;2021(1):46-54. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8791156/

09/05/23 • 04:30

In questo studio - “Assessment of renal outcome following therapy in monoclonal immunoglobulin deposition disease: Emphasizing the need for a consensus approach” - Pianko et al. descrivono una casistica di pazienti affetti da monoclonal immunoglobulin deposition disease (MIDD), concentrandosi sulla valutazione della risposta d'organo in questi pazienti tramite l'applicazione dei criteri dell'IMWG e dell'International Society of Amyloidosis.BibliografiaPianko MJ, et al. Assessment of renal outcome following therapy in monoclonal immunoglobulin deposition disease: Emphasizing the need for a consensus approach. Am J Hematol. 2023 Mar;98(3):421-431. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36588413/

19/04/23 • 05:17

In questo podcast viene descritto lo svolgimento di tre convegni tenutisi a Modena il 15, 16, 17 marzo 2023. Il primo dal titolo “La fertilità nel XXI secolo. Sinergie tra clinica, laboratorio e ricerca”, il secondo dal titolo “Convegno di Immunometria, test tradizionali e innovativi in medicina di laboratorio: appropriatezza ed efficacia diagnostica” ed infine il terzo dal titolo “Crioglobulinemia. Laboratorio e clinica, una collaborazione virtuosa per la corretta gestione di una patologia rare - IV Edizione”.

06/04/23 • 05:23

Durante il recente convegno di Neuroimmunologia Clinica tenutosi a Napoli sono convenuti neurologi e immunologi/reumatologi a parlare di malattie autoimmuni con coinvolgimento del sistema nervoso. Vi è stato un focus particolare sulle forme "sieronegative" in cui, a fronte di un fenotipo clinico suggestivo di una determinata patologia, non si riscontrano gli auto-anticorpi associati. Il riscontro di anticorpi è ciò che permette spesso una diagnosi definita e, quindi, una terapia più precoce e mirata.È stato sottolineato come, negli anni, la fetta di pazienti sieronegativi nelle diverse patologie, sia del sistema nervoso centrale che periferico, è andata man mano riducendosi grazie alle maggiori conoscenze, con scoperta di nuovi autoanticorpi, ma anche grazie all'uso di tecniche di laboratorio più accurate.

16/02/23 • 06:03

Recenti progressi nella gestione delle gammopatie monoclonali, in particolare del MM, hanno portato a un sensibile miglioramento della sopravvivenza del paziente. Parallelamente, l'introduzione dei concetti di gammopatia monoclonale di significato renale/clinico, hanno chiarito l'iter diagnostico necessario all’inquadramento dei pattern di danno tissutale associato e alla loro prognosi, renale e generale. Per quanto riguarda la cast nephropathy, risulta sempre più chiara dalla letteratura la necessità di una diagnosi precoce. Nel 2021 è stata pubblicata una review sulla gestione del danno renale acuto in pazienti affetti da mieloma multiplo che fa il punto sulle conoscenze acquisite.BibliografiaBridoux F, et al. Management of acute kidney injury in symptomatic multiple myeloma. Kidney Int. 2021 Mar;99(3):570-580.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33440212/

19/01/23 • 04:52

Breve introduzione sui temi di maggiore interesse affrontati durante il congresso (trattamento nella fase pre-clinica di malattia, sospensione della terapia, concetto di "PIRA" e biomarcatori) e focus sulla relazione avente come oggetto la meta-analisi compiuta da un gruppo di ricercatori internazionali sulla sintesi intratecale di catene leggere kappa delle immunoglobuline (kappa index). Vengono descritti i risultati della revisione della letteratura e, in conclusione, viene consigliato di inserire il kappa index come alternativa alle bande oligoclonali all'interno dei criteri diagnostici per la Sclerosi Multipla in occasione della prossima revisione dei criteri.

24/11/22 • 05:40

Il questo podcast si illustreranno brevemente i contenuti del “XXVIII CORSO CEFAR: Le proteine dal laboratorio alla clinica” tenutosi il 19, il 25 ottobre e l’8 novembre 2022 in tre sessioni webinar. La prima sessione si intitolava “Il ruolo del laboratorio nel monitoraggio delle discrasie plasmacellulari”, la seconda “Malattie infiammatorie croniche” e la terza “Recenti sviluppi nel mieloma multiplo, nuove sfide per il laboratorio”. Questo corso, incentrato sulla diagnostica proteica e ricco di spunti che traggono origine dalla pratica quotidiana, fornisce utili aggiornamenti per i professionisti di laboratorio con una particolare attenzione all’approccio clinico.

22/11/22 • 05:11

In occasione del Congresso Europeo per il Trattamento e la Ricerca sulla Sclerosi Multipla, la GJCF, un’associazione di pazienti americana volta allo studio e alla ricerca delle patologie demielinizzanti anticorpo-mediate, ha organizzato un pomeriggio di update sulla terapia e gli unmet needs di NMOSD (Neuromyelitis optica spectrum disorder) e MOGAD (Myelin oligodendrocyte glycoprotein antibody-associated disease). Sono stati discussi i recenti trials terapeutici nei nuovi farmaci volti al trattamento dell’NMOSD: l’eculizumab che ha come target il complemento, l’inebilizumab che è un anticorpo monoclonale anti-CD19 e il satralizumab, un anticorpo monoclonale che ha come target il recettore dell’interleuchina 6. È stato poi discusso il prossimo aggiornamento dei criteri diagnostici dell’NMOSD, resosi necessario soprattutto per il miglior inquadramento delle forme sieronegative. Sono stati inoltre discussi i quattro unmet needs ritenuti di maggior rilievo: 1. L’accesso globale ai test sierologici ed alle terapie; 2. L’attività di malattia indipendente dalle ricadute; 3. La consapevolezza e l’educazione di medici e pazienti; 4. Il riconoscimento e la gestione delle disparità. Infine, sono stati presentati alcuni casi clinici che hanno stimolato la discussione sulle scelte terapeutiche e gestionali dei pazienti con NMOSD e MOGAD.

15/11/22 • 08:28

Il dott. Arcoleo commenta l’editoriale “Intravenous Immune Globulin Therapy in Dermatomyositis” di Anthony Arnold Amato (Neurologo a Boston, Massachusetts) pubblicato sul New England Journal of Medicine a ottobre 2022 in cui vengono fatte alcune riflessioni sui risultati del trial ProDERM che ha portato all’approvazione da parte della FDA dell’uso delle immunoglobuline in endovena come terapia per il trattamento della dermatomiosite.BibliografiaAmato AA. Intravenous Immune Globulin Therapy in Dermatomyositis. N Engl J Med. 2022 Oct 6;387(14):1320-1321. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36198183/

25/10/22 • 08:30

In questo studio è riportata la più grande casistica di pazienti affetti da amiloidosi AL sottoposti a trapianto renale. Tramite questo studio multicentrico internazionale, sono stati definiti i criteri di eleggibilità a trapianto renale.BibliografiaHavasi A, et al. Outcomes of renal transplantation in patients with AL amyloidosis: an international collaboration through The International Kidney and Monoclonal Gammopathy Research Group. Blood Cancer J. 2022 Aug 18;12(8):119. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35982035/

11/10/22 • 05:28

Lo studio delle catene leggere libere (FLC) è diventato un'area di enorme interesse per molti clinici con l'obiettivo di rivelare l'esatto ruolo biologico e il potenziale utilizzo delle FLC nella routine clinica. Inoltre, l'attenzione prestata alle funzioni immunologiche delle FLC ha acceso una nuova luce sul loro contributo patogeno in diverse malattie infiammatorie croniche di origine autoimmune. Il rilascio di antigeni intracellulari in seguito alla morte cellulare o all'eliminazione inefficace dei detriti apoptotici, la modifica degli autoantigeni e il mimetismo molecolare possono innescare la produzione di immunoglobuline dopo l'attivazione e l'espansione policlonale delle cellule B, mediante le quali vengono rilasciate le FLC. La scoperta delle FLC policlonali come potenziali biomarcatori è iniziata con l'osservazione delle loro maggiori concentrazioni in una varietà di fluidi biologici correlati a pazienti con malattie autoimmuni. Questa recensione si occupa dell'uso di FLC policlonali per identificare la gravità e monitorare l'esito dopo il trattamento in alcune malattie autoimmuni, in particolare lupus eritematoso sistemico, miastenia grave, sclerosi sistemica, artrite reumatoide e sindrome di Sjögren, come supportato dal fatto che i livelli di FLC sono correlati con entrambi i marcatori di attivazione delle cellule B e altri marcatori specifici dell'attività della malattia. In un prossimo futuro, sulla base delle prove mostrate, le FLC potrebbero probabilmente funzionare come marcatori prognostici precoci di gravità e anche come indicatori di risposta al trattamento o valutazione precoce della ricaduta in malattie autoimmuni selezionate.BibliografiaNapodano C, et al. Free light chains and autoimmunity. Autoimmun Rev. 2019 May;18(5):484-492.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30844547/

13/09/22 • 14:32